Uncategorized

Counselor

Sono anche counselor.

Ormai quasi tre settimane fa, esattamente il 10 Aprile 2021, ho superato con successo l’esame del corso triennale di counseling ad indirizzo simbolico-metaforico presso l’Università popolare di Lucca.

È forse il primo corso che ho seguito interamente con piacere e per il quale ho anche studiato (a parte qualche piccolo argomento, ma non diciamolo forte) con piacere. Negli studi precedenti, o non ho portato a compimento il percorso, abbandonando ad esempio senza dare l’esame finale, o ho completato tutto il corso, ma con gran sofferenza e trascinandomi quasi contro volontà.

Certo non è stato tutto facile o tutto perfetto, ci mancherebbe, ma è indubbio che ogni argomento che ho trovato, studiato, incontrato, in qualche modo mi ha colpito, segnato, e quindi mi ha lasciato qualcosa.

Per mia gioia è anche stato un corso con una buona parte pratica. La teoria da sola mi annoia, la trovo interessante solo nel momento in cui posso applicarla o “toccarla con mano”, per quanto in un corso di counseling c’è poi poco da toccare fisicamente.

Ecco questi tre anni mi hanno donato davvero tanto, perché grazie alla bravura degli insegnanti, grazie ai compagni di viaggio degli altri studenti, ho appreso, sentito, vissuto e cambiato me stesso.

Un viaggio trasformativo e formativo che mi ha permesso di concretizzare, approfondire ed anche apprendere qualità e strumenti per capirmi meglio in primis, e quindi per poter ascoltare meglio gli altri. Per mettermi meglio al servizio degli altri e del loro bene.

Per me questo viaggio di tre anni, che a riguardarlo ora mi sembra volato in un attimo, è stato il coronamento di tanti anni di studi pregressi e l’esame finale la chiosa e lo stampino sugli stessi. Come per dire: “Bene, anche questo lo hai appreso davvero, non te lo stai immaginando, ma è così.” Un riconoscimento nel mondo materico utile per rafforzarmi e radicarmi.

Mi ringrazio per aver deciso di partecipare.
Ringrazio gli insegnanti che hanno permesso di farmi crescere, apprendere, formare.
Ringrazio tutti i compagni di corso, che hanno saputo, in modo unico, contribuire a questa mia crescita.
Ringrazio chi mi è stata vicino e mi ha supportato e sopportato.

Ecco, ringraziare davvero è un’altra cosa che ho appreso in questi anni e che mi sta piacendo molto. È un toccasana quando lo si sente dal cuore.

Chi mi conosce sa che sono sintetico. Si potrebbe raccontare a lungo di quel che è accaduto e di quel che è stato, ma spero che queste poche parole possano far sentire la gioia che provo nel ripensare a questo ciclo chiuso, chiuso per far spazio al nuovo che è già iniziato e sta arrivando.

Diploma counselor Alberto Soverchia

Per chiarimenti sul counseling.

Posted by Alberto Soverchia, 0 comments
Fantasia e realtà

Fantasia e realtà

Stavo guardando American Gods, la prima stagione.
Ad un certo punto al protagonista viene chiesto semplicemente di pensare alla neve, alle nuvole cariche, spinte dal vento artico. E quindi inizia a nevicare.
Il protagonista incredulo, chiede se sia stato davvero lui a far nevicare.
Gli viene risposto che può scegliere se credere di esser stato davvero lui a far nevicare e quindi vivere il resto della vita credendo che può fare cose impossibili, oppure credere che sia un’illusione.

Trovo questo passaggio molto interessante e profondo, perché porta interrogativi per me molto utili:
è possibile fare qualcosa ritenuto impossibile?
cosa davvero è possibile e cosa no?
ciò che credo ora di sapere, è vero? è reale?
davvero posso scegliere, consapevolmente a cosa credere?
Questa scelta può cambiare la realtà che vivo?

Il semplice interrogarsi su una questione la mette in dubbio. La risposta che arriva può rafforzare ciò che c’era già, come una conferma, modificarlo in parte o stravolgerlo del tutto. Ecco quindi che interrogarsi, chiedersi, dubitarsi è uno strumento utilissimo per trovare risposte e non rimanere sulla superficie di ciò che viviamo.

Un esempio molto semplice, ma anche molto importante per me e di grande portata:
Il lavoro.
Per moltissime persone la società attuale è fondata sul lavoro (è pure scritto nella costituzione italiana), dove bisogna lavorare per vivere. E con lavoro spesso si intende un lavoro a tempo pieno, 40 ore settimanali almeno, 5 giorni a settimana.
Per queste persone questo è una certezza. Cosa avviene quindi? È un dato di fatto, quindi ognuna di queste persone porterà avanti questa idea e la trasmetterà con il suo essere, parole, azioni, al mondo ed al resto della società, che di conseguenza prenderà la forma più adatta ad assecondare questa credenza.
Ma è per forza così? È l’unica possiblità o abbiamo scelta, come per il protagonista della serie?
Ecco, per me quel ma è grosso come una casa, anzi come il mondo stesso.

MA

Ma anche no. E qui entra in gioco la fantasia, che trascina con se la libertà.

La fantasia è quello strumento che ci permette, se ce lo concediamo, di andare oltre.
Oltre cosa? Oltre quello che c’è ora, oltre le credenze attuali, andare oltre quel che si da per assodato per vedere nuove possibilità, nuovi mondi, nuove scelte, nuove risposte.

Alcuni esempi molto belli che vi invito a leggere e guardare:
– Lettere dalla Kirghisia, di Silvano Agosti
– La belle verte (Il pianeta verde) di Coline Serreau

Anche se non sembra molti hanno fantasia, e fortunatamente sono in numero sempre maggiore.
Di questi però non tutti hanno poi il coraggio di approfondire e seguire quella fantasia affinché si radichi nel loro essere e portare ciò che vedono qui.
Coraggio e Volontà sono fondamentali in questo.
Ed aiuta sognare insieme ad altri.
Ci sarebbe tanto da scrivere sulla qualità del sognare o del fantasticare, ma sintetizzando se si è in ascolto con attenzione, umiltà ed onestà, oltre che con la capacità di interrogarsi, come visto sopra, si potrà scoprire la bellezza e la forza di ciò che si immagina.
Oltre al vedere che spesso, nonostante l’unicità del proprio sogno, questo lavora anche con ed a favore dei sogni degli altri.

Provare per credere.
Se avete il coraggio di scegliere di farlo.

Posted by Alberto Soverchia, 0 comments