coppettazione

Coppettazione – cupping

La coppettazione: cos’è e come funziona

La coppettazione è uno degli strumenti utilizzati nella medicina tradizionale cinese per favorire la guarigione dell’organismo.

Diffuso anche in Italia (e non solo) ed utilizzato fino a tempi relativamente recenti come metodo popolare di guarigione da raffreddori e febbri, qui da noi venivano posti i residui di candele sopra una monetina appoggiata alla schiena, dopo aver acceso la candela si poggiava sopra un bicchiere di vetro e quel che succedeva è che la candela si spegne e si crea un abbassamento della pressione e quindi il sollevamento della pelle per effetto ventosa.  Nella medicina tradizionale cinese si ottiene lo stesso effetto scaldando l’aria all’interno della coppetta, di vetro o di bambù, con un bastoncino la cui estremità è infuocata e quindi appoggiando immediatamente la coppetta sul punto da trattare.

L’utilizzo delle coppette in MTC viene fatto seguendo i principi della stessa ed utilizzando la mappa energetica del corpo umano che comprende vari meridiani e punti precisi (gli stessi punti utilizzati in agopuntura). La scelta dei punti, o zone, da trattare con le coppette è quindi fatta in base alle necessità della persona e dopo una valutazione energetica e fisica della stessa. Ci sono due tipi di punti in cui queste coppette vengono utilizzate e sono

  1. punti o aree dolenti
  2. punti riflessi o con effetto specifico.

La prima tipologia di punti o zone è semplice da rilevare e sono tutte quelle aree dolenti che necessitano di alleviare il dolore, l’infiammazione o la tensione muscolare presente in loco. La seconda tipologia invece necessita di una conoscenza della MTC tale per cui ci permette di andare a stimolare dei punti precisi per ottenere degli effetti sugli organi o muscolatura in altre zone del corpo. Prendendo la schiena, che si presta molto bene all’utilizzo di questo strumento, potremmo porre le coppette sui punti della schiena che vanno a stimolare le funzionalità del fegato, perché la persona ne ha bisogno in quel momento, nonostante i punti stessi non siano dolenti.

L’effetto di base della coppetta è quello di suzione, ossia tramite la bassa pressione che si crea all’interno, la pelle viene risucchiata dentro la coppetta. Questo fa sì che non solo la pelle, ma tutto ciò che si trova sotto venga attirato verso l’esterno, quindi muscolatura, sangue, Qi (l’energia secondo la MTC) ed i patogeni. Ciò che si vuole ottenere è proprio la fuoriuscita, o almeno la superficializzazione, dal corpo del patogeno e della problematica presente nella zona, così che il corpo possa espellere e liberarsi dal problema.

Tre sono i modi principali di utilizzare le coppette, con effetti differenti:

  1. fisse su un punto
  2. strisciate
  3. intermittenti

Il primo metodo è quello più conosciuto: si posiziona la coppetta sul punto e la si lascia agire per alcuni minuti. Il più forte dei tre per l’azione che ha sul punto sottostante, si utilizza per lavorare su problematiche più “vecchie”, come dolori o infiammazioni che persistono da tempo e che risultano difficili da eliminare con la manipolazione.

Il secondo metodo è ottimo per “muovere” qi e sangue, ossia permette di sciogliere tensioni sottostanti andando a far fluire e riattivare la circolazione di sangue ed l’energia. Le coppette vengono posizionate sulla zona, precedentemente oliata, e poi mosse lungo il decorso dei meridiani o semplicemente sulla zona dolente, mantenendo attivo l’effetto di suzione. La zona trattata diventa quindi più ampia ed insieme al risultato di superficializzazione (minore rispetto al primo metodo) si ottiene anche la riattivazione della circolazione nell’area.

Il terzo metodo viene utilizzato per problematiche recenti, o per trattamenti più leggeri. Si sceglie il punto o la zona da trattare e si attacca e stacca la coppetta ripetutamente. Anche in questo caso l’effetto, minore rispetto agli altri metodi, è di portare in superficie, ma lo si ottiene con una minore forza. L’effetto alternante permette di mobilizzare e riattivare la circolazione sulla zona.

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