libertà

Scelta e Libertà

Scelta e Libertà

Dal dizionario Treccani

scélta s. f. [der. di scelto, part. pass. di scegliere]. – 1. a. Libero atto di volontà per cui, tra due o più offerte, proposte, possibilità o disponibilità, si manifesta o dichiara di preferirne una (in qualche caso anche più di una), ritenendola migliore, più adatta o conveniente delle altre, in base a criterî oggettivi oppure personali di giudizio, talora anche dietro la spinta di impulsi momentanei, che comunque implicano sempre una decisione

Secondo questa definizione ci sono alcuni aspetti che appaiono chiari: si sceglie quando ci sono più possibilità di azione e quando c’è un individuo che decide quale di queste azioni intraprendere. Se portiamo all’estremo questa definizione, in ogni istante ogni individuo ha la possibilità di scegliere fra infinite possibilità: alzo il braccio o no, lo muovo in un modo o in un altro, mi sposto da qui a là, bevo, non bevo, mi alleno, non mi alleno, mi alleno solo un po’, chiedo alla tizia o tizio che mi piace di uscire, in che modo lo faccio? Infinite possibilità in ogni istante.
I film di fantascienza ultimamente si sono sbizzarriti con questa idea mettendola sotto al cappello del multiverso, per cui ogni singola azione crea un nuovo universo che differisce dall’altro per la scelta intrapresa in quel momento. È, quindi, un’idea che è diventata abbastanza comune e conosciuta.

Il dizionario stesso associa la scelta alla libertà: “Libero atto di volontà”. Non entro nel merito della volontà al momento per soffermarmi sulla parola libertà. Come può un atto essere libero? Un primo pensiero potrebbe essere: non ci sono impedimenti nello scegliere un’azione rispetto ad un’altra. Trovo però che questo sia insufficiente. Seguendo la definizione si evidenzia che la scelta è tale per criteri oggettivi, personali o anche impulsi. Diventa quindi necessario, affinché ci sia libertà, che ci sia anche conoscenza chiara e completa di tali criteri e quindi della motivazione della scelta. Se non ho sufficienti informazioni, la scelta potrebbe risultare non ottimale, ma rimane comunque libera? Quante e quali informazioni sono necessarie per poterle ritenere sufficienti per una scelta ottimale e libera?

Aggiungo un’altra definizione, questa di Rudolf Steiner

Libero è l’uomo quando, in ogni istante, è in grado di ubbidire a se stesso

Se la leggiamo nell’ottica della scelta, un uomo libero è tale quando in ogni istante sceglie di ubbidire a se stesso. Qui il punto focale diventa comprendere chi è “se stesso”. L’uomo libero si conosce profondamente, pienamente e per questo non ha segreti né mancanze di informazioni quando deve scegliere. E questa scelta consapevole la compie continuamente, in ogni istante.

È questo il punto focale di una scelta che può definirsi libera: essere pienamente, integralmente, profondamente consapevoli di se stessi. In ogni istante sono consapevole di come mi sto muovendo? Del perché sto agendo in un modo? Della motivazione profonda che mi spinge verso un’azione?
So quali processi interiori sto attuando e sto ascoltando, oppure è ancora l’inconscio che continua a governarmi nelle scelte? Ci sono emozioni che colorano le mie scelte? Avverto blocchi che mi impediscono alcune azioni rispetto ad altre?
So chi sono?
Ho una chiara e completa visione del mondo interiore ed esteriore affinché posso con certezza affermare che i criteri che mi portano alla scelta sono tutti conosciuti?

Ecco perché, per me, la meditazione e quindi la pratica di conoscermi, sempre più dettagliatamente, profondamente, è fondamentale. Mi aiuta a liberarmi da tutto ciò che non conosco portando a coscienza ciò realmente mi muove e spinge. Tanto più vedo con chiarezza chi sono e cosa mi muove, tanto più posso scegliere l’azione in quel momento. E di conseguenza vivere quel momento.
In questo non importa la pratica o il percorso svolto, ma quanta consapevolezza, presenza e libertà ti porta. Ed è questo il lavoro che amo fare con le persone: sostenerle nel far emergere la loro libertà ed unicità.

Auguro a tutti piena consapevolezza, piena presenza, piena libertà e felicità.

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Limiti e sogni

Limiti e sogni

Si dice spesso che i limiti sono solo nella nostra mente. La trovo un’affermazione corretta e vera. Lasciamo da parte credenze, energie, cose da new age e semplicemente ragioniamoci sopra.

È un concetto relativamente semplice: se penso a qualcosa e la etichetto come “impossibile”, la nostra mente dà un taglio netto a quella fetta di pensieri e possibilità. Non vediamo questo qualcosa come realizzabile e quindi non ci pensiamo più, a meno che il desiderio non sia molto forte e di questo ne parleremo più avanti. È un modo anche intelligente di risparmiare energia, se una cosa non si può fare, perché pensarci? Così la mente si mette in pace e quell’idea e quel qualcosa scompare. Immaginatevi un ventaglio (il famoso ventaglio delle possibilità) o una mano di carte da gioco, se decido che una carta non mi serve e la scarto, non avrò più (o quasi) la possibilità di utilizzarla. Decidere che qualcosa è impossibile è come scartare la sua carta dalla nostra mente, forse avremo la possibilità di ripescarla, ma sicuramente non sarà utilizzabile in breve.

Ma perché reputiamo questo qualcosa impossibile? Qualunque cosa esso sia, perché lo etichettiamo come: “no, non si può fare.”. Abbiamo saputo da qualcuno che non è attuabile? Lo abbiamo letto da qualche parte? Ci abbiamo ragionato un po’ è visto che non è fattibile? O ci abbiamo provato ed abbiamo fallito?Elicottero di leonardo

Pensateci bene. Sono risposte valide? Arthur Clarke una volta ha detto: “Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.” prendiamo ad esempio il volo. Fin dall’antichità in molti l’hanno sognato e desiderato, Icaro ci ha anche provato con successo in una storia, la sua fine tragica non gli ha impedito di riuscire a volare, ma per buona parte della storia umana è stato visto come impossibile, come pazzia. Eppure anche il genio di Leonardo l’ha teorizzato. E poi? Poi la tecnologia è migliorata tanto che qualcuno c’è riuscito, nel 1783 secondo Wikipedia. E l’uomo ha volato. Tanto che oggi, appena due secoli dopo il primo volo, l’aereo è un comune mezzo di trasporto.

Pensate a cosa sarebbe successo se tutti fossimo rimasti chiusi a quell’idea. Se ci fossimo sempre fidati di chi ci ha detto “ è impossibile”. Saremmo ancora coi piedi per terra, ma ci saremmo persi la grandissima opportunità di migliorare la nostra vita (possiamo addirittura viaggiare low cost in aereo oggi!).

Lasciamoci quindi aperta ogni possibilità, lasciamo che le nostre idee ci elevino e ci portino lontano. Non rimaniamo ancorati a pensieri, credenze e tradizioni che non aiutano, anzi, limitano le nostre vite. Questo non significa avere la testa per aria, abbiamo la possibilità, concreta, di sognare con lucidità e tanto più manteniamo la mente vigile ed attiva in maniera positiva, tante più possibilità avremo. Una mente sveglia ed affilata riesce a vivere concretamente il momento, senza dover rinunciare ai sogni. Avere una visione chiara ci permette di vivere la quotidianità,  discernere realmente ciò che possiamo fare da ciò che non è “al momento” possibile. Se sognamo di far qualcosa, ed abbiamo la chiarezza mentale adatta, sappiamo con certezza se e quando avremo la possibilità di farlo e quindi gestire al meglio le nostre energie verso tale scopo.

Posted by Alberto Soverchia in articoli, pensieri