meditazione

Presenza in apertura

Presenza in apertura

9 e 10 Dicembre – due giornate dedicate alla pratica meditativa di presenza e consapevolezza.

Queste giornate sono pensate come un momento di ritrovo e raccoglimento per praticare insieme e staccarsi dal quotidiano. Momenti di pratica si alternano a momenti di discussione informale e letture.

La pratica meditativa è basata sulle pratiche della tradizione Buddista Theravada, ma applicata in chiave laica per la propria crescita e felicità.

È possibile partecipare all’intero fine settimana, arrivando già dal venerdì sera, così da potersi immergere meglio nel silenzio e nella pratica, oppure alle singole giornate di sabato o domenica.

PROGRAMMA

Venerdì 8 Dicembre
20 – 21 pratica meditativa

Sabato 9 Dicembre
Domenica 10 Dicembre
5:30 – 6:30 pratica
6:30 – 7:30 qi–gong ed attivazione fisica
7:30 – 8:30 colazione
8:30 – 9:30 teoria, pratica e condivisioni
9:30 – 11 camminata fino al monastero Santacittarama, offerta di cibo, e momento di pratica libera camminata nel bosco del monastero o seduta nel tempio.
11 Anumodena: cerimonia benedizione delle offerte di cibo
11:30 – 13 Pranzo al monastero
13 – 14 Pausa o pratica libera
14 – 16 Alternanza fra pratica camminata e seduta
16 – 17 Pausa tè
17 – 18 Domande e risposte presso il monastero Santacittarama
18 – 19 Pratica libera o di gruppo
19:30 – 20:30 Puja (canti + meditazione silenziosa) al Santacittarama

Domenica 10 Dicembre
5:30 – 6:30 pratica
6:30 – 7:30 qi–gong ed attivazione fisica
7:30 – 8:30 colazione
9:30 – 10:30 teoria e pratica
10:30 – 11 pausa
11:00 – 12:30 pratica e prima condivisione
12:30 – 14:30 pranzo e tempo libero
14:30 – 16:00 meditazione e condivisioni finali
17 termine ritiro.

Il programma è una linea guida e può essere modificato insieme a tutti i partecipanti.
Per chi volesse partecipare ad una sola delle due giornate è possibile arrivare in mattinata: nella giornata di sabato si può arrivare entro le 10 per poi andare insieme al monastero, oppure vedersi direttamente al Santacittarama verso le 10:30. Per la giornata di Domenica chi arriva da fuori può arrivare entro le 9:30 così da iniziare la pratica insieme.

Nella giornata di sabato si farà pranzo al monastero ed è possibile, per chi vuole, portare delle offerte di cibo (vedi cosa serve: https://santacittarama.org/cose-che-servono/). I pasti si cucineranno insieme, la cucina sarà vegetariana. Si pratica la presenza nel prendersi cura di se stessi e degli altri partecipanti.

Per chi si ferma tutto il weekend: ci sono alcuni posti letto in casa, oppure è possibile soggiornare in b&b nelle vicinanze (https://bebinsabina.com/).

Cosa portarsi: abiti comodi, il proprio cuscino e tappetino da meditazione, una coperta.

Dove: a Poggio Nativo.

La pratica viene offerta gratuitamente, è possibile praticare il dono in modo totalmente libero e spontaneo. È, invece, richiesto un contributo spesa per i pasti.

Per info, costi e prenotazioni contattatemi.

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Scelta e Libertà

Scelta e Libertà

Dal dizionario Treccani

scélta s. f. [der. di scelto, part. pass. di scegliere]. – 1. a. Libero atto di volontà per cui, tra due o più offerte, proposte, possibilità o disponibilità, si manifesta o dichiara di preferirne una (in qualche caso anche più di una), ritenendola migliore, più adatta o conveniente delle altre, in base a criterî oggettivi oppure personali di giudizio, talora anche dietro la spinta di impulsi momentanei, che comunque implicano sempre una decisione

Secondo questa definizione ci sono alcuni aspetti che appaiono chiari: si sceglie quando ci sono più possibilità di azione e quando c’è un individuo che decide quale di queste azioni intraprendere. Se portiamo all’estremo questa definizione, in ogni istante ogni individuo ha la possibilità di scegliere fra infinite possibilità: alzo il braccio o no, lo muovo in un modo o in un altro, mi sposto da qui a là, bevo, non bevo, mi alleno, non mi alleno, mi alleno solo un po’, chiedo alla tizia o tizio che mi piace di uscire, in che modo lo faccio? Infinite possibilità in ogni istante.
I film di fantascienza ultimamente si sono sbizzarriti con questa idea mettendola sotto al cappello del multiverso, per cui ogni singola azione crea un nuovo universo che differisce dall’altro per la scelta intrapresa in quel momento. È, quindi, un’idea che è diventata abbastanza comune e conosciuta.

Il dizionario stesso associa la scelta alla libertà: “Libero atto di volontà”. Non entro nel merito della volontà al momento per soffermarmi sulla parola libertà. Come può un atto essere libero? Un primo pensiero potrebbe essere: non ci sono impedimenti nello scegliere un’azione rispetto ad un’altra. Trovo però che questo sia insufficiente. Seguendo la definizione si evidenzia che la scelta è tale per criteri oggettivi, personali o anche impulsi. Diventa quindi necessario, affinché ci sia libertà, che ci sia anche conoscenza chiara e completa di tali criteri e quindi della motivazione della scelta. Se non ho sufficienti informazioni, la scelta potrebbe risultare non ottimale, ma rimane comunque libera? Quante e quali informazioni sono necessarie per poterle ritenere sufficienti per una scelta ottimale e libera?

Aggiungo un’altra definizione, questa di Rudolf Steiner

Libero è l’uomo quando, in ogni istante, è in grado di ubbidire a se stesso

Se la leggiamo nell’ottica della scelta, un uomo libero è tale quando in ogni istante sceglie di ubbidire a se stesso. Qui il punto focale diventa comprendere chi è “se stesso”. L’uomo libero si conosce profondamente, pienamente e per questo non ha segreti né mancanze di informazioni quando deve scegliere. E questa scelta consapevole la compie continuamente, in ogni istante.

È questo il punto focale di una scelta che può definirsi libera: essere pienamente, integralmente, profondamente consapevoli di se stessi. In ogni istante sono consapevole di come mi sto muovendo? Del perché sto agendo in un modo? Della motivazione profonda che mi spinge verso un’azione?
So quali processi interiori sto attuando e sto ascoltando, oppure è ancora l’inconscio che continua a governarmi nelle scelte? Ci sono emozioni che colorano le mie scelte? Avverto blocchi che mi impediscono alcune azioni rispetto ad altre?
So chi sono?
Ho una chiara e completa visione del mondo interiore ed esteriore affinché posso con certezza affermare che i criteri che mi portano alla scelta sono tutti conosciuti?

Ecco perché, per me, la meditazione e quindi la pratica di conoscermi, sempre più dettagliatamente, profondamente, è fondamentale. Mi aiuta a liberarmi da tutto ciò che non conosco portando a coscienza ciò realmente mi muove e spinge. Tanto più vedo con chiarezza chi sono e cosa mi muove, tanto più posso scegliere l’azione in quel momento. E di conseguenza vivere quel momento.
In questo non importa la pratica o il percorso svolto, ma quanta consapevolezza, presenza e libertà ti porta. Ed è questo il lavoro che amo fare con le persone: sostenerle nel far emergere la loro libertà ed unicità.

Auguro a tutti piena consapevolezza, piena presenza, piena libertà e felicità.

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